Slovenia Storia del termalismo di Rogaska Slatina

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Slovenia Storia del centro termale di Rogaska Slatina

Una leggenda del XVII secolo racconta come Apollo, dio del sole e della medicina, abbia creato l'alato Pegaso per poter salire sul monte Parnaso, con queste parole: "In nessun caso non volare sul nefasto Parnaso! Là ci sono solamente finzioni ed il vuoto sfarzo della gente. Qui, dove tu stai, c'è la fonte della salute e la vera forza divina. Invece di Ippocrene dissetati a Roitschocrene, la fonte davanti a te!"

La proprietà miracolosa dell'acqua minerale di Rogaška è stata analizzata per la prima volta dagli alchimisti nel lontano 1572.

Quando nel XVII secolo il conte Peter Zrinski guarì dopo aver bevuto l'acqua di Rogaška, il fatto entusiasmò a tal punto i medici, che incominciarono a conoscere più a fondo ed a studiare gli effetti curativi dell'acqua. Quasi subito iniziarono ad imbottigliarla ed all'inizio del XIX secolo fondarono un istituto di cura moderno, chiamandolo Centro di cura termale Rogaška Slatina.

Nell'età d'oro di Rogaška Slatina, diventata ormai centro di cura affermato in tutta Europa, la località era meta di membri di molte famiglie reali ed imperiali (gli Asburgo, i Bonaparte, i Hohenzollern, i Borbone, gli Obrenović, i Karađorđević ed altri), di famiglie dell'alta aristocrazia (Esterhazy, Turn und Taxis, Della Grazia, Furstenberg, Windischgraetz, Liechtenstein, ecc...) e di molti illustri ospiti, tra i quali il vescovo Strossmayer, il grande viaggiatore inglese Richard Burton, la scrittrice Berta von Suttner ed altri.

Già da tempo immemore gli uomini hanno scoperto le proprietà curative delle sorgenti naturali di Rogaška e vi ritornano sempre per colmare il proprio corpo ed il proprio spirito con un senso di salute, forza, benessere e relax. Questa tradizione del Centro di cura termale Rogaška continua anche oggi.

Impianti di imbottigliamento storici e studi

L’acqua minerale di Rogaska veniva imbottigliata già nel XVII secolo, ma fino al XX secolo non si riuscì a soddisfare la domanda. A seguito di un’impennata di richieste, poco prima della prima guerra mondiale, portò alla decisione di costruire un grande impianto di imbottigliamento affidando gli studi sulle acque al dott. Knett e la realizzazione all’architetto Haybäck. Ambedue lavoravano per stabilimenti cechi e si erano specializzati nei grandi stabilimenti termali asburgici in progetti balneologici ed industriali. Il grande impianto di imbottigliamento dei primi del secolo scorso, come altri progetti di quel tipo, aveva un aspetto decisamente innovativo. Prima dello scoppio della prima guerra mondiale a Rogaška si imbottigliavano all'anno 3.000.000 di bottiglie. Le bottiglie di acqua minerale naturale Donat venivano contrassegnate dal tappo giallo, l'acqua minerale naturale Styria col tappo verde e la più vecchia di tutte, la Tempel, col tappo bianco.

In seguito, con la scoperta di una importante sorgente con acque altamente mineralizzate, la capacità dell'impianto di Haybäck divenne insufficiente. Nel 1969 vennero imbottigliate 20.000.000 di bottiglie, utilizzando il massimo della capacità produttiva. Nel 1972 a Rogaška Slatina venne inaugurato un nuovo impianto di imbottigliamento, tuttora in funzione, in grado di produrre molto di più.

Tecniche di imbottigliamento e garanzie storiche

La tecnica di imbottigliamento prima della costruzione dell'impianto di Haybäck (e prima della scoperta della sorgente Donat) non era molto diversa da quella descritta dal pittore Russ nel 1881: le bottiglie venivano riempite direttamente alla sorgente con dei mestoli, poi venivano sistemate in casse di legno e trasportate nel magazzino centrale, dove, dopo il controllo, venivano chiuse con dei tappi di sughero, etichettate, imballate e caricate sui carri. Nel 1852, con la costruzione di un nuovo magazzino e con l'installazione di una pompa, la cosiddetta pompa di Tober, sulla sorgente Tempel. Quest'ultima spingeva l'acqua in grandi serbatoi, da dove veniva poi imbottigliata e imballata. Da qui, sulle rotaie, veniva portata alla rampa per essere caricata su carri trainati da cavalli.

Soltanto il magazzino del nuovo impianto di imbottigliamento era collegato con uno speciale binario direttamente con la stazione ferroviaria locale, appositamente costruita sul percorso tra Grobelno e il confine di stato (Rogatec). La terza acqua minerale più venduta al mondo aveva anche un imballaggio adeguato. A causa del suo successo, già dal 17° secolo veniva contraffatta ed il contrassegno sull'imballaggio era l'unica garanzia di genuinità del prodotto. Le bottiglie venivano etichettate con le tipiche etichette, chiuse coi tappi timbrati, ed il timbro era visibile solamente dal fondo della bottiglia e con uno speciale sigillo metallico attorno al tappo. Nell'elenco ufficiale del 1877 i distributori di acqua avvertivano:

"Facciamo attenzione alle bottiglie chiuse coi tappi sui quali è impressa una grossolana imitazione della pantera stiriana, senza la corona ducale e senza la scritta circolare St. land Rohitscher Saurebrunn. Queste bottiglie non contengono l'acqua minerale naturale Rogaška. Per gli ordini Vi preghiamo di rivolgerVi direttamente alla direzione delle Terme o alle principali filiali, che sono state create proprio per impedire la crescente vendita di acqua minerale naturale Rogaška contraffatta, sino a Vienna, Budapest e altre grandi città."

Come portare l'acqua minerale naturale Donat Mg sulla nostra tavola

Dall'Alessandria in Egitto correva voce che la confezione di Rogaška fosse inadeguata, non concorrenziale, e che questo limitava la preferenza all'acquisto. La Regione della Styria, allora proprietaria delle fonti, provvedeva con proprie misure commerciali affinché l'acqua minerale naturale di Rogaška Slatina conservasse (anche perchè fonte notevole di guadagno) sempre una posizione importante sul mercato e che oltre ad un adeguato imballaggio avesse anche un marchio commerciale. La terza acqua minerale naturale più bevuta nel mondo, con la sua storia di imbottigliamento, distribuzione, pubblicità, affermazione del marchio e posizione sul mercato, è quindi una fonte determinante per la conoscenza della storia del marketing in Slovenia.

Le campagne pubblicitarie destinate ai mercati europei e non venivano continuamente praticate dalle Terme statali già dalla metà del secolo 19°, quando altre fonti di acque slovene non sono state ancora scoperte. Gli slogan "alla salute" e "prima dell'uso basta riempire il bicchiere" sono eredi di un vecchio ma ben definito concetto della Rogaška come fonte naturale di salute e bellezza. L'oggetto pubblicitario è legato, sin dal primo decennio del 20° secolo, ad un sano modo di vivere ed alla romanticità dei grandi stabilimenti termali. Dal secondo decennio del 20° secolo sui manifesti pubblicitari compare il volto di una donna china su un bicchiere di acqua minerale naturale Rogaška. La sua figura cambia quando iniziano le inquietudini della prima metà del secolo - la figura circondata dalla luce solare si trasforma in una silenziosa, pensierosa e rassegnata Europea, che si deve confrontare col totalitarismo. Negli anni '60, con il boom delle vendite, la salute che quest'acqua apporta, inizia ad essere raffigurata dal dio Apollo, il più bello degli dei Greci. La scelta della sua figura è dovuta alla leggenda, illustrata sulla copertina della Roitschocrene, la prima monografia dedicata alla Rogaška, pubblicata nel 1685. Secondo questa leggenda Apollo avrebbe persuaso Pegaso a bere dalla fonte di Rogaška, anzichè abbeverarsi alla fonte del monte mitologico Helios. La sua immagine si è preservata tuttora, mentre sono cambiate l'etichetta ed il tappo gialli, tipici degli anni '80 del secolo scorso. La scelta del colore giallo non era casuale, si voleva, infatti, rievocare una parte dell'immagine che l'acqua aveva sin dall'inizio del suo imbottigliamento nel 1908.